mah.

dicembre, mah. cercherò di passarlo in apnea, evitando i centri commerciali e le strade addobbate. natale ormai non mi piace più, anzi diciamo che fa un po’ male, capodanno non so se è peggio o uguale. la migliore è l’epifania che tutte le feste si porta via. passerà, come gli altri anni, basta far finta di niente per quanto possibile. cercherò di riposarmi un po’ e può essere anche che trovi la forza di fare qualche proposito per l’anno nuovo, di quelli che in fondo faccio anche a ferragosto e che tanto non li mantengo mai, alla fine non dipende mica solo da me. a volte mi odio un po’, e anche gli altri non mi sono sempre tanto simpatici. conosco gente che ha aiuto di tutti i tipi, amici affettuosi, ex mariti che si precipitano a dare una mano, comprensione illimitata, e che si sente sempre come se fosse sola ad affontare il mondo crudele, io è una vita che sto da sola, dove per sola si intende proprio sola, quando lo accenno sono quella depressa, loro sì che hanno guai – onde non mi lamento praticamente più. che devo fare. ho pensato spesso di andare da uno psichiatra, di prendere qualcosa, ma poi mi guardo intorno, e mi sembra che non giovi: la maggioranza delle persone che conosco sono state in terapia e sono più schizzate di prima, e anche ‘sti psicofarmaci non mi sembrano un granchè, li prendi per anni e sei sempre in lacrime lo stesso, conosco anche una che ha tentato di suicidarcisi, con gli antidepressivi. tanto vale che risparmio  e non mi affatico il fegato. in fondo poi non voglio più niente di particolare, ho imparato la lezione, me la faccio andare bene anche così.

ecco il mio ideale per il mese di dicembre, e anche oltre:

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13 thoughts on “mah.

  1. per quanto possa valere, per tante cose ti capisco, vivo una situazione simile alla tua. quello che mi ha più colpito è questa storia che sono sempre gli altri ad avere problemi, “eh, tu che sei senza marito/compagno che problemi vuoi avere, avessi il mio di marito”… “tu che sei senza figli che problemi potrai mai avere, sapessi i miei quanti pensieri mi danno” (questo ovviamente vale solo per me perchè tu i figli li hai)…
    Insomma, fa tutto parte di un ragionamento più ampio che mi sto facendo negli ultimi tempi per cui i problemi tuoi sono tuoi, ma i problemi miei sono di tutti, sul fatto che siamo talmente arricciati su noi stessi che non vediamo oltre il nostro naso.

  2. per quanto riguarda il rapporto con le feste comandate ti capisco fin troppo bene. sopportavo il natale quando mie figlie erano piccole. ora solo vedere addobbi e luci… mi mette l’ansia… io sono stata da una psicologa per un po’. poi ho smesso. non trovavo alcun giovamento e spendevo troppi soldi. il fatto è che io cerco di bastare a me stessa. ma invece non mi basto e vorrei altro e vorrei di più. vorrei più serenità. vorrei riuscire anche a essere più felice.

    però sai che ti dico? ha ragione Rob. anche senza fare troppi buoni propositi. cerchiamo di darci una smossa. vogliamoci più bene, prima di tutto.

    un forte abbraccio

  3. allora, quando vieni a Torino a berti ina cioccolata con me?tanto sai che se la montagna non viene a Maometto, Laura Maometto viene a Roma

  4. 🙂 a tutti…riapro oggi, sono stata a casa qualche giorno, realizzando il mio grande sogno di dormire.
    @minnie e laura: torino…eh spero di farci un salto presto, ma per ora non se ne parla…ma vengo, eh, vengo!
    @pipuffa: non so più che dire
    @rob: grazie, provvedi subito perchè in quella posizione se mi dai un calcio perdo l’equilibrio e la testa mi si ficca ancora di più sotto terra, il che è ideale! io mi smuovo e mi sono smossa, ma è come stare in salotto sulla cyclette, pedali e sei sempre lì.
    @maria: magari a volersi meno bene si vorrebbe di meno, dalla vita, con meno illusioni-delusioni e tristezze.

  5. ti spiace se le mie considerazioni le faccio attraverso un post, è da tempo che mi passa in testa?
    Ani datte ‘na mossa per pagaiare fuori dal lago, hai un sacco di qualità e di forza 🙂

  6. willy, leggerò il tuo post…ma quanto a pagaiare è una vita che lo faccio, ma queste sono sabbie mobili. ma non mi dite per favore che sto a casa a piangermi addosso, perchè non è assolutamente vero…in questi anni ho avuto attività sociali, seguo un ambulatorio per stranieri, sono attivista di amnesty international, ho fatto corsi di strumenti, di danza,mi sono presa un’altra specializzazione medica, vado a ballare, vado a sentire concerti, seguo i miei figli, leggo, mi faccio qualche viaggetto, vado al cinema, ho conosciuto tante persone e fatto tante cose, ho cercato scappatoie e altre vie per il lavoro. sono ben viva e attiva. ma per quel che riguarda il lavoro e la mia vita affettiva sono sempre ferma nel nulla. mi sono stancata di pensare che possa cambiare qualcosa.

  7. Allora.
    Tiro fuori il camice.
    Siccome se qui ti si parla da amichetti non capisci.
    Ti si parla da medici.
    Tu sottovaluti il tuo problema.
    Tu non ti piangi affatto addosso. MAGARI. Sarebbe un passo avanti. Sarebbe vera consapevolezza di un problema. Nonnò tu te fai in quattro per li pargoli, per il lavoro, pe amnesty international, poi si dici uhm sto na chiavica, e però insomma io sento anche che ti concedi troppa approssimazione.
    Ora. Persino in questo commentarium c’è chi ha beneficiato di una psicoterapia – non faccio nomi ma faccio il mio – farmaci compresi.
    Quindi, vedi un po’ animapunka che puoi fare. Secondo me non stai affatto bene e da troppo tempo, ed è ora che te smovi.
    ecco. L’ho detto con affetto spero che si senta.

  8. che dire.penso che proverò.
    parlando di persone che non hanno beneficiato della psicoterapia e di farmaci non pensavo a nessuno del blog-giro, ma a molte altre persone che conosco, il problema è diffuso…
    io ho avuto il mio lungo periodo di piangimento addosso, in realtà, tuttora nel complesso a volte lo faccio, devo dire, ma quando questo aspetto viene fuori gli altri mi dicono di smetterla, darmi una mossa, e cambiano discorso, quindi non esterno e cerco di reagire. salvo a volte qui, in questo spazio che spesso uso quando sto peggio…tempo addietro avevo anche chiesto consiglio ad un collega psichiatra, che però mi disse che in definitiva secondo lui io avevo dei problemi esterni reali, lavorativi, esistenziali, ecc, reagivo correttamente alle situazioni, con una giusta episodica tristezza e corretti tentativi di darmi da fare, quindi non mi serviva un intervento farmacologico o psicologico…zaub comunque magari scrivimi, dimmi dove posso rivolgermi, magari provo…

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