primo giro di boa

ecco che natale è passato.

sereno, in fondo, non ho più nessuno che sia origine di contrasti, delusioni e risse festive. finite quelle riunioni di famiglia in cui non ci si sopportava, si coglieva ogni spunto per litigare, l’irritazione era palpabile e spesso culminava in scenate. finita la necessità dei tentativi di mediazione, finita la stanchezza dopo aver preparato tante cose con cura, e tutto per niente.

io lo amavo, il natale, dal primo dicembre iniziavo a mettere decorazioni, le facevamo in casa, con i bambini, era un altro gioco da fare insieme, con pigne, porporina, cartoncino rosso e verde, e cominciavo a pensare a cosa preparare da mangiare, compravo le riviste, stendevo liste della spesa e liste di regali. a ciascuno il suo, con cura e con amore…e preparavo i pacchetti, con i bigliettini, nastri arricciati e coccarde, e li nascondevo in soffitta, fino alla notte della vigilia. e il calendario dell’avvento, con il presepe e la polverina d’argento, le renne, i bambini nella neve con berretti colorati e sciarpe e la lanternina accesa con quella lucina gialla che dava calore solo a vederla, ogni giorno una finestrella da aprire con un disegnino dietro. e al mattino di natale, i regali sotto l’albero, i bambini che correvano caldi di sonno a vedere cosa era arrivato, e poi  la tavola preparata con cura, la tovaglia, le candele, l’argenteria, i segnaposti, la musica di natale. poi il pranzo, culmine dell’insofferenza familiare. era un mondo magico e caldo, affettuoso, rosso e oro, neve e fuoco nel camino, il sogno di una grande famiglia che si amava e si riuniva, ma era un mondo inventato da me, e ci vivevo solo io – anche i bambini, finchè erano piccoli, ma io ero troppo poco per sostenerlo da sola, e infatti è crollato. se ne sono rotti molti, di natali così. si sono rotti tutti, come le palle di vetro degli alberi di una volta.

lo amavo molto, quel natale, era il mio sogno di figlia unica, assetata di amore e calore e abbracci, e cieca alla realtà degli altri.

adesso va bene così. ci siamo solo noi, io e i miei figli, che ci vogliamo bene e non litighiamo, e ci facciamo i regali.

ma qualcosa dentro di me si è spezzato, e ora che in fondo la potrei avere non ho più gioia, in questa festa.

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7 thoughts on “primo giro di boa

  1. non sono figlia unica, ho una sorella.
    ma in un certo senso è come se lo fossi.
    ma spiegarlo ora sarebbe lungo e complicato.
    anche io inventavo un natale perché ogni anno fosse più bello, dorato, luminoso.
    il calendario dell’avvento… ero riuscita a trovare anche quello che dietro alla finestrella nascondeva un minuscolo cioccolattino. e siccome le figlie erano due… due calendari. e poi il muschio per il presepio, le pigne… mille decorazioni. poi… le ragazze sono diventate donne e nel frattempo quel mondo che io avevo costruito e in cui avevo provato a credere è crollato.
    ora comincio a stare male da quando nei centri commerciali inizio a vedere qualsiasi cosa che parli del natale. ora aspetto che passino le feste.

  2. noi eravamo in quattro e natale era bello, pieno di calore , albero, presepe, mattina del 25 …mio papà morì il 10 dicembre, mia madre rispettò lo stesso il copione :in fondo a parte io che avevo 14 anni, c’erano le mie sorelle di 12, 10 anni e mio fratello di 5…quindi anche quell’anno , 1973, avemmo il nostro albero, presepe, regali, e la mattina di natale andammo tutti al cimitero a trovare papà. Vedi, animuccia, io penso di avere preso una parte di forza da mia madre : una donna che a neanche 40 anni si trova vedova 15 giorni prima di natale con 4 bambini e riesce ad organizzare un natale decente è una donna con i controcoglioni. Ho avuto natali belli, carini, normali, questo di quest’anno bellissimo. e ringrazio, perchè noi, anche se facciamo sempre finta di niente, siamo fortunati.

  3. infatti, care amiche, mi rendo conto in effetti di avere io qualcosa che non va, qualcosa da riparare: ho avuto in fondo esperienze comuni: separazioni, figli da crescere da sola, morti, solitudine e un lavoro insoddisfacente, un “pacchetto” normale. sono ancora qui, ma altri con le stesse situazioni hanno reagito meglio, è vero, non solo ne sono usciti e vivono normalmente, ma hanno anche ricostruito qualcosa e sono mediamente felici, magari a tratti. spero con questo nuovo cammino che ho intrapreso di migliorare un po’….

  4. no, Anima. tu non hai niente che non va.
    tu sei tu e sei bella e unica perché sei così.
    lo dico sinceramente anche se non ci siamo mai incontrate (e chissà che un giorno non possa accadere).
    ma per come ho imparato a conoscerti leggendoti e leggendo i tuoi commenti.
    sei una persona “vera” e “generosa”. con milioni di problemi da affrontare e da risolvere.
    e ti auguro che questo nuovo cammino ti porti serenità, prima di tutto, e poi tutto quello che desideri, tutto quello che ti è mancato sino a ora.
    una nuova vita in cui credere.

  5. 🙂 grazie, maria… intendevo dire quello che in tanti avete cercato di farmi capire, che in fondo sono esperienze comuni, vanno superate, e che io ho bisogno di una mano, di fare il punto della situazione, di affrontare i miei problemi in un altro modo, con l’aiuto di qualcuno. in questo senso c’è in me qualcosa che non va, che va sistemato, corretto, in fondo ho anche tante cose: salute, figli, interessi, potrei stare meglio, essere più serena…

  6. Senti, tutta questa necessità poi di caricare di aspettative una festa…. L’importante è godersela in serenità, come fai tu adesso con i tuoi figli. E allora anche le pigne e le lucine, sono belle e decorative, ma in fondo secondarie allo star bene insieme che avete sempre e non solo quel giorno lì.

    Non so, a me il Natale piace moltisimo ma ci arrivo sempre scannata e rimpiango delle volte il presepe di farlo di corsa il 24, ecc. Ma le liti e gli obblighi di faiglia grazie al cielo non li ho mai conosciuti e forse per questo mi godo la festa, ma cerco di non farne la cartina al tornasole di me stessa e della mia vita.

    Mia madre invece ancora si stressa da matti se c’è una cena da organizzare, gente che viene, mi ha stressata da matti, ma sono riuscita ad ignorarla. A me basta una tavola più o meno apparecchiata e gli amici intorno, poi chi se ne frega.

    Io aspetto i saldi, vi dico la verità, solo per questo mi sta bene il consumismo natalizio degli altri.

  7. ma sì. hai trovato un’espressione perfetta, la cartina al tornasole della propria vita, a volte le feste lo diventano, e non dovrebbe essere così. SALDI ah sì qui cominciano il 2! spero di vederti ad amsterdam a gennaio…

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