in fondo che titolo dargli

fuori per qualche giorno. chissà se ritroverò il gusto di fare le cose, per ora non mi sembra. è tutto un po’ opaco, in effetti, e non voglio e non riesco a guardare più in là di oggi, forse domani, la settimana prossima è già troppo  lontana, per me, non la so immaginare (sarà uguale a questa e a quella prima, verosimilmente, almeno come atteggiamento interiore, il che poi condiziona ovviamente quello che ti succede o non ti succede…) e non la voglio immaginare. non cammino, ma metto un piede davanti all’altro. non ho un percorso. si è spento un po’ tutto, anche la mia voglia di riaccendere la luce è relativa.

passerà?

può essere.

non è vero che dipende solo da me.

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8 thoughts on “in fondo che titolo dargli

  1. sì, Anima.
    bisogna farlo.
    anche se in certi momenti sarebbe molto più semplice “mollare”.
    e ha perfettamente ragione Laura.
    due passi avanti e uno indietro.
    però pia piano si avanza.

  2. Concordo, due passi avanti e uno indietro. Non seguire Lenin e le sue premonizioni, però! (Un passo avanti e due indietro).
    Keep going!

    JosBrod
    (PS Roma mi manca tanto, per fortuna tra tre settimane ci tornerò per una notte – dopo sette anni)

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