riflessi della realtà

ieri il tevere era freddo e gelido, e i ponti vi si riflettevano in maniera precisa….ho fatto fotografie a campo de’fiori, il cielo, ed i palazzi riflessi nelle pozzanghere – riflessi della realtà, le luci, le linee delle case…

una realtà più ovattata….

….

 

l’immagine riflessa è un altro aspetto della realtà, come il linguaggio di un amante è spesso e irrimediabilmente altro rispetto al nostro, pur riguardando la stessa storia – in questo gioco a due, qualunque sia la sua durata, da mezz’ora a vent’anni, bisogna imparare la lingua dell’altro, che ci è straniera, capire cosa sente e vuole l’altro, da noi e da quello che viviamo insieme….

di notte, quando mi sveglio, ho dei bei pensieri, che mi sembrano molto veri e profondi, al mattino sono al tempo stesso meno lucida e meno visionaria, e non me li ricordo più con precisione, peccato. dovrei scriverli subito, ma poi mi sveglio del tutto e ciao al sonno, e visto che poi mi devo svegliare alle 6,30 non si può fare….. ahi che perdita! 😀

una letterina a babbo natale – raccontino

Era una notte di luna piena, con qualche nuvoletta che sembrava panna montata, così illuminata da quella luce morbida e bianca. Le montagne blu scuro dormivano, nei fiumi gelati si rifletteva la luce lunare, le luci dorate dei lampioni  illuminavano le strade  finalmente deserte – faceva freddissimo, e anche gli ultimi perditempo se ne erano andati a letto. Nel cielo, la squadra di elicotteri di babbo natale avanzava compatta: tutti rossi, appena revisionati, con le pale lucenti, cominciarono ad atterrare qua e là – gli equipaggi, solidi giovanotti con le spalle larghe così, di quelli che esistono solo nelle favole, mormoravano tra loro…

Il motivo c’era: erano stati convocati in gran numero, e all’improvviso, quando ormai pensavano di poter finalmente trascorrere una vigilia tranquilla a casa, con una bottiglia di grappa e un bel libro. Figuriamoci se poteva essere vero, una vigilia in pace: eppure quest’anno babbo natale era stato chiaro e deciso: BASTA. Non ne poteva più di andare in giro con la casa e il camper della barbie,  videogiochi nei quali vinceva chi ammazzava più nemici, cose che finivano  subito in un angolo, oggetti inutili, pensierini del cavolo da scambiare tra  persone che non si potevano vedere, e così via – aveva deciso di smetterla, che gli uomini si arrangiassero, avevano snaturato tutto, lui non ci stava più.

Ma poi…

Ma poi gli era arrivata una letterina con una richiesta un po’ particolare, e la tentazione era stata troppo forte.

Troppo in sintonia con i suoi pensieri degli ultimi mesi.

Eh sì, era ora.

Il primo elicottero atterrò in una grande città attraversata da un  fiume – una squadra di giovanotti scese a mani vuote, e tornò sull’elicottero con un bel po’ di strani personaggi  ben vestiti, rolex muniti, forniti di cartelle piene di carte e di portafogli ben gonfi, che sembravano  non voler mai smettere di parlare e di litigare, ciechi e sordi a tutto quello che stava succedendo intorno.

Il secondo elicottero, nella stessa città, proprio vicino a quel fiume, trovò una comoda piazza, molto grande, raccolse una strana congerie di persone, uno era vestito di bianco, sembrava il capo, e gli altri tutti di  nero, biascicavano qualcosa di incomprensibile in una lingua morta, la sensazione era che parlassero di morte a dei morti, d’altronde.

Altri elicotteri  un po’ ovunque portarono via automobili, specialmente quelle più grandi che chiamavano suv e quelle più piccole che chiamavano idiot, interi centri commerciali, certe stazioni televisive complete di conduttori presidenti presentatori donnine di silicone tronisti e pseudogiornalisti, parecchie testate di giornali che ti facevano venire voglia di dare delle testate al muro, multinazionali, compagnie petrolifere, uomini del monte, e altro ancora.

Era quasi mattina, quando la rossa flotta di elicotteri finì il suo lavoro e si levò in volo verso la sua destinazione, una grande isola di guano al centro dell’oceano, dove avrebbe scaricato tutto ciò.

Il mondo si svegliava più pulito, nella fredda luce cristallina del giorno di natale.

irrequietezza

una grande voglia di downshifting, aiutata dall’arrivo della bolletta del telefono..

vorrei riuscire davvero a cambiare vita, vorrei una dimensione più umana, una città dove andare a piedi, senza rumore, trovarsi mezz’ora con gli amici al bar prima di tornare a casa, vorrei un lavoro che non mi distruggesse lentamente come questo, tempo per me, per fare quello che voglio.

dove non comprare più, non consumare. sono stufa di essere immersa nel traffico, nelle strade piene di negozi, peraltro vuoti, di centri commerciali tutti uguali, in mezzo a gente che sbrocca se al semaforo non parti col verde nel giro di un secondo. Stufa di questo nulla, vorrei la libertà. vorrei la fuga. comincio ad averne davvero abbastanza, vorrei  non buttare la mia unica vita in questo modo. non aspettare di andare in pensione, ci manca ancora molto, e quando sarò più vicina si sarà ancora più allontanato il momento, e io vivo adesso – non chissà quando.

se ne parla molto, in questo periodo (anche prima, in realtà, ma ora le contingenze economiche e sociali hanno riacceso il discorso), credo che a parte tutto si stia diffondendo un senso di nausea per questo modo di vivere, o di perdere la propria  vita.

chissà. avere figli non aiuta, devi aspettare che si assestino dal punto di vista lavorativo in qualche modo, ma io intanto ci penso….

posta elettronica

 

trovato nello spam stamattina…………….

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Ciao,

My Name Is Mrs. Y. Ishii Taro, io sono dal Giappone mio padre era in
immobiliare affari di locazione prima di morire nel 2004. Sto contattando
voi in una considerazione del fatto che ci sarà di grande aiuto per
l’altro come saggio sviluppando un rapporto cordiale. La mia auto lungo
con mia sorella provare nascondere milioni di dollari in contanti nel nostro
garage per eludere circa $ 27,8 milioni di imposte di successione in
Giappone.
Ho 2,061,681,295.50 JPY Yen giapponese equivalente a $ 25,448,300.00 USD
Dollaro americano, che avevo intenzione di utilizzare a fini d’investimento
oltreoceano.

Questo denaro ho salvato in una compagnia di sicurezza privata eretta
sicura. Lo
è il mio avvocato e me stesso, che sa dove il denaro viene mantenuto. A
causa di
l’attuale situazione nel mio paese sull’atteggiamento del governo
verso la mia famiglia, è diventato impossibile per noi fare uso
di questo denaro all’interno, quindi, cerchiamo il vostro aiuto per
trasferire questa
fuori i soldi del Giappone. Tenendo presente che il vostro aiuto è necessario
Per il trasferimento di fondi, proponiamo una commissione del 21% Twenty One
Per cento della somma totale per il servizio atteso e di assistenza,
Se siete interessati preghiamo di rispondere immediatamente con il vostro
nome, cognome e
numero di telefono al mio indirizzo email privato: …….

Cordiali saluti

Mrs. Y. Ishii Taro

ma che fantasia! milioni di dollari nascosti in garage…. la sorella con la macchina che cerca di evadere il fisco….

ci cadrà qualcuno? 🙂