ferragosto

ferragosto era la fine delle vacanze, il ritorno a casa.

la città ancora un po’ deserta, che si ripopolava piano piano nei giorni successivi, ed iniziavano i temporali, e non faceva più così caldo. gli ultimi gelati, l’asfalto che non si scioglieva più sotto i passi lenti delle donne con i tacchi….

si pensava alla scuola, era bello comprare i quaderni, le penne nuove, l’astuccio, le matite, il diario, finiva finalmente questo tempo sospeso, questo tempo di solitudine e di lunghe giornate vuote. amavo la scuola, e la ripresa della mia vita invernale.

che mondo diverso, che tempo diverso

ora mi godo la solitudine della mia casa, le ore passate a leggere davanti al ventilatore, le passeggiate fino al frigorifero dove il tè freddo non manca mai. ferragosto non è più una pietra miliare, le città si spopolano di meno, l’asfalto qui è meno caldo e l’autunno arriva incredibilmente più tardi, capita di andare in giro con le magliette a maniche corte anche a novembre.

e la mia vita è comunque piena di amici anche adesso, nella pausa estiva, e questo è un dono della libertà, della solitudine, della possibilità di scegliere io quello che è bene per me.

chi è stato oppresso a volte cerca altri potenziali oppressori, ma riesce anche ad apprezzare la libertà e a scappare in tempo….

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alla fine

e alla fine, è stato bene che tutto sia andato come è andato.

l’infanzia solitaria, che mi ha preparato alla vita, in fondo. 

sto bene. sono sola, come è naturale che io sia, e tranquilla. godo la solitudine, la libertà di decidere di me e dei miei giorni, di fare quello che sento. leggo, questo non mi sarà mai tolto (spero, potrei diventare cieca ma insomma non è frequente, dai), e lo amo. godo del silenzio, o della musica che scelgo.

ho gli amici, tanti, e anche questo è un dono della solitudine, quando ero in coppia non ne avevo.

e ho me stessa, per gli uomini non andavo bene, ma per me stessa sì, mi piaccio e mi assecondo nei desideri ormai noti (mi piaccio di testa, voglio dire, con il mio corpo il rapporto è rimasto non ottimale, ma insomma mica siamo circondati di specchi, no?)(poi basta che funziona, a questo punto, ed è tanto).

a volte penso che sarebbe stato bello, essere sempre sola fin dall’inizio, o anche avere un compagno che traesse piacere dallo stare con me, c’è chi ci riesce. ce ne sono, a volte penso a loro e mi domando cosa mi è mancato, perchè io no. perchè che  in qualcosa ho sbagliato è evidente, fosse anche solo la capacità di farmi capire, di capire, di avere più sicurezza.

ma insomma, così è, e c’è di peggio. la solitudine non è il peggiore dei mali, ed è casa mia. 

così va la vita

eccomi qui da sola con una birra e una sera tutta per me, come le altre,del resto. così va la vita.

un  po’ di tristezza, ma ci fai l’abitudine. sai come si fa, ormai. la sai gestire, come e meglio di altre cose. passa, 

la tua vita è sempre la stessa: nessuno ti ha mai aspettato alla stazione, o all’aeroporto, sei sola. il letto è vuoto,  i problemi sono tutti i tuoi. allunghi una mano e non c’è nessuno. non c’è un abbraccio, uno sguardo. quello sguardo che ti dice che sei qualcosa di speciale per qualcuno.

ti domandi se sia meglio volere molto, e ottenere un po’, o volere poco, che è più realistico, ma hai anche di meno, diciamo niente. non volevi molto. era troppo comunque. ti guardi intorno, e ti sembra che le altre ci riescano in qualche modo. ti chiedi che cosa ti manchi. ti rispondi stancamente che non ti manca niente, è andata così e basta.

guardi gli altri, anche, nulla è perfetto, anche quello che lo sembra.

ma l’importante è camminare, alzarsi e andare avanti, domani è davvero un altro giorno, cercherai di godere del profumo del caffè, delle fusa del gatto, del lavoro, che meno male che ce l’hai, e sai che tutti sono contenti che ci sei, ed è già tantissimo. anzi, è quasi imbarazzante, per te, vedere tanto entusiasmo per te da parte di così tanti. 

me lo farò bastare, questo giorno, non penserò più in là, che tanto non serve.

io, vado avanti.

ecco va, lo dicevo che era un anno buono…..

da dove comincio? dalla paura? o dall’ansia… o forse da quanto è strano quello che è successo!

cominciamo dal mollare gli ormeggi e provarci ancora, potrò anche farmi male, ma forse no. sarò me stessa, e speriamo che anche lui lo sia, e che funzioni……

nonostante io sia un’imbranata, nonostante le mie storie, nonostante tutto

insomma vabbè tagliamo corto, da ben 5 giorni sono FIDANZATA con un pittore tirolese :))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

perdite (non ancora, ma so che è così)

vivere è un rischio, e amare è un rischio. se hai puoi perdere. ma non rischiare è non vivere. 

da quanti anni stavamo insieme. alla sera eri qui, e mi impastavi con le tue zampette. ora stai lì, a morire da sola. non ci posso pensare. ma forse ci sarà qualcosa da fare, come facevo a tenerti qui.

a volte ci si chiede se sia meglio avere e perdere, o non avere per niente. lo so che la risposta è  la prima, ma la tristezza resta.

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diario di viaggio

di ritorno da londra!

è stato bello, ora ahimè sono tornata alla vita di tutti i giorni…

e dunque. primo giorno, lunga passeggiata dalla Victoria Station all’ostello, il London Central – autobus rossi a due piani, traffico, gente, piccadilly; Piccadilly Circus, Hyde Park, Regent’s street. ostello carino, come sempre, sono una certezza…

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ce ne sono altri, ma quello che avevo scelto io era più comodo per il concerto alla Roundhouse..

alla sera, birra al pub!

2° giorno, passeggiata fino a Camden town, attraversando Regent’S Park, c’erano già fiori, i tromboni gialli…e ho visto uno scoiattolo, che veloce è sceso da un albero e si è infilato in un buco del tronco. Camden Market! un inverosimile intrico di negozietti e bancarelle che vendono di tutto, si sale, si scende, sotto terra, sopra, intorno al canale, incredibile, veramente da perdersi!!

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e qui, quello che ho perso, o più probabilmente mi hanno rubato, è stato ahimè il portafoglio: volevo comprarmi un gilet, con dei bellissimi arabeschi rosa e viola, ed il portafoglio non c’era più….la sera quindi niente birra, niente cd degli stranglers, e anche niente fotografie, perchè mi hanno fatto lasciare la nikon al guardaroba….ma il concerto è stato bellissimo, c’era tantissima gente,e tutti a pogare sotto al palco, tutti 50-60enni, ma erano tutti lì a godersi la musica e a ballare e saltare! non so, mi sembra che all’estero riescano a lavorare più tranquillamente e anche a lasciarsi andare di più, a divertirsi davvero, gli italiani sono più compassati e seri, si rilassano meno facilmente. non parliamo poi degli uomini italiani, quelli spariscono in casa dietro ad un  computer o davanti al televisore intorno ai 40 anni, e chi si è visto si è visto (infatti, chi li ha più visti? mah.) io ero di sopra, nell’anello in alto, la sala è circolare, con il  palco in fondo, la posizione era ottima…ok giù sotto al palco, ma se non salti anche tu va a finire che ti calpestano!

sabato, in giro per Londra, Tower Bridge e Tower of London: una cosa che ho amato di Londra è la commistione tra il vecchio ed il nuovo, grattacieli bellissimi, ma davvero, con forme strane, originali, il Gherkin ad esempio ha una forma di cetriolo, a punta smussata, con vetrate di colori diversi, e svetta in mezzo ai palazzi antichi

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domenica Portobello Road e Notting Hill! e poi pellegrinaggio in Abbey Road, dove i Beatles attraversarono la strada…c’era un signore che noleggiava un sottomarino giallo di plastica e la copertina dell’lp in questione ai fans che volevano farcisi una fotografia, ah l’inventiva umana!

bellissima anche la stazione della metropolitana di Maida Vale, che è quella giusta per arrivare lì, con i mosaici,l’orologio antico, le pareti piastrellate…

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Pomeriggio, era St.Patrick, quindi Trafalgar square tra fiumi di birra, irlandesi per ogni dove, tutti vestiti di verde, musica in piazza, balli e panini con l’arrosto

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lunedì, Mayfair, e una bella libreria, Daunt’s, ma certo le librerie di Amsterdam sono un’altra cosa, per numero e bellezza. Amsterdam, il mio cuore è lì. spero prima o poi anche il resto.

ah sì, ho visto anche la stazione di polizia di Charing Cross (denuncia per il portafoglio).

mangiato: muffins, cupcakes, torte, fish and chips, arrosto, sandwich da pret à manger, che è una catena che il nome spiega cos’è, diffusa ovunque, cose buone e fresche.

bevuto: birra birra birra e ginger beard, che anche no, non mi è piaciuta un granchè (è una birra allo zenzero)

comprato: un portafogli nuovo , ahahah., 5 libri, astuccio per penne, e una bustina di plastica per il trucco terribilmente kitsch, con dei nanetti, i funghi, una specie di bosco incantato, con colori dal rosa al verde al viola – non ho resistito…e un  giubbotto leggero con tasche interne, dove tenere i soldi al prossimo giro…